Breve storia di Voce Romana

Una antica rivista dal nome Voce Romana era stata fondata nel 1928 da Armando Volpi, durata forse fino al 1930, della quale esistono poche tracce. La nuova Voce Romana viene ideata dal prof. Giorgio Carpaneto, insigne studioso di cose romane, docente, saggista, giornalista, poeta, nel 1996. L’editore viene trovato in Giorgio Pasquali (System Graphic), anche lui appassionato di Romanità. Il primo numero esce nelle edicole di Roma e provincia il 4 febbraio 1997, con adeguata presentazione alla Protomoteca in Campidoglio, come quindicinale, in formato A3, otto pagine a due colori, sotto la direzione di Carpaneto. Il giornale, scritto sia in lingua che in dialetto romano, viene definito dal Direttore come “la voce de li scontenti e de chi ama Roma”. In effetti, a cominciare dall’editoriale, Voce Romana ironizza sui politici di turno, mettendo in risalto le loro magagne con le gustose vignette del musicista e poeta Fernando Di Stefano; tratta dei problemi cittadini, dell’uso del dialetto, della conservazione della tradizione, della storia romana e quant’altro riguardi la cultura nostra. Vi collaborano i più noti scrittori e poeti romani. Nel dicembre ’97 il giornale diviene mensile e cambia formato in A4 con 16 pagine. Nel settembre 2001 diventa organo dell’Associazione culturale Voce Romana, con 20 pagine b/n e la testata si trasforma in Voce Romana 2000. Si interrompe nell’agosto 2009 per la scomparsa del suo creatore e direttore. Vi hanno scritto studiosi della romanità, insigni letterati, storici, archeologi, giornalisti, urbanisti ecc. Ne è stato redattore capo Sandro Bari, che ha seguito fedelmente Giorgio Carpaneto con la sua rivista fin dalla nascita. L’editore Luciano Lucarini, legato a Carpaneto da antica amicizia, decide di rilevare la testata ed esce con la nuova Voce Romana nel novembre 2009, per le edizioni Pagine. La rivista è da allora bimestrale, formato A4 con stampa in color seppia, 64 pagine con copertina in cartoncino a colori. Si avvale anche stavolta dei più stimati studiosi di cose romane e annovera tra i suoi collaboratori docenti, critici, saggisti che la nobilitano con le loro pubblicazioni. La direzione è stata affidata a Sandro Bari, coadiuvato dal vice direttore Francesca Di Castro, ambedue membri del Gruppo dei Romanisti. Viene così mantenuta una continuità storica ed affettiva con la precedente edizione e con l’indimenticato fondatore.

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